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MASAI MARA (lun 17 agosto) 

Le giornate passano sempre più in fretta qua a Siongiroi e finalmente si è arrivati a quella riservata al Safari nel Masai Mara. La sveglia è fissata per le 5:00, giusto il tempo per fare una colazione abbondante, salire sulle jeep e riprendere i sogni che si erano lasciati a letto. Anche se africano, Padre Christopher invoglia il gruppo a muoversi per vedere l'alba che questo paesaggio può offrire perché secondo una sua citazione: "per vedere l'alba bisogna arrivare prima del sole". 

Una volta arrivati ad uno spiazzo decidiamo di fermarci ad ammirare la bellezza di un sole che nasce riscaldando le nostre facce. Il viaggio continua e finalmente si arriva alle porte che permettono l'entrata nel Masai Mara. Anche se custodiscono uno tra gli spazi più selvaggi al mondo, con animali di qualsiasi dimensione e di bellezze differenti, queste porte sono di piccole dimensioni, senza recinzioni, quasi come fossero una passaggio simbolico. 

 

Superati i controlli veniamo subito accolti da diverse donne Masai pronte a venderci ogni oggetto presente nelle loro bancarelle. Senza cadere in tentazione riusciamo a proseguire il nostro viaggio in assoluta tranquillità rimanendo entusiasti di qualsiasi animale si presenti davanti a noi, anche se facile da trovare come giraffe, gnu, zebre, antilopi, facoceri e iene. Questi, a parte le iene, sono sempre in branco e sono quasi sempre mischiati fra di loro nelle distese erbose. Ci sono poi animali più difficili da trovare come leoni, ghepardi e leopardi che sono isolati e spesso cercano di mimetizzarsi. Secondo molti, questi sono gli animali più belli che si possono trovare nel Masai Mara. A questo punto una domanda mi sorge spontanea: è la bellezza di questi animali o è la lunga ricerca per trovarli a renderli così interessanti agli occhi di tutti? Spesso non si sa rispondere a questa domanda... io so solo che la bellezza si può trovare in tutti gli esseri viventi, anche in quelli più goffi e brutti. Il viaggio continua e per tutta la mattina non riusciamo a trovare animali così rari, siamo costretti quindi a rimanere affascinati "solo" dallo stupendo paesaggio che la natura ci presenta: una distesa erbosa colorata che mischia il giallo con il verde e gli gnu con le zebre. Finalmente si raggiunge un ampio spiazzo dove potersi fermare per un picnic. 

 

Mettiamo una tovaglia per terra e il cibo sopra quando, dal nulla, sbuca una mandria di gnu senza fine che corre verso una meta non definita trasmettendo un senso di potenza e bellezza che si combina dando un effetto spettacolare. Finito di mangiare il Safari continua e con il passare del tempo riesco ad ammirare lo stupendo paesaggio creato da Dio, un ecosistema perfetto in cui niente viene sprecato e tutto fa parte di un paesaggio naturale pieno di spensieratezza e libertà. La giornata Safari è quasi finita e si decide infine di tornare casa. Testa fuori dal finestrino per sentire la brezza del vento africano e si ritorna a casa pieni di emozioni. Dopo alcune ore siamo costretti a fermarci per vedere un bambino che aiutava una pecora a partorire senza accorgerci però che dall'altra parte ad assistere il bambino c'era anche padre Christopher! Dopo alcuni minuti riescono finalmente ad estrarre la piccola pecorella dalla madre, o come dice Christopher: "siamo riusciti a scavare la pecora". Il viaggio riprende senza sosta con grande entusiasmo per ciò che si era appena visto e dopo alcune ore si arriva finalmente a casa. Ad aspettarci ci sono ovviamente i ragazzi del villaggio che rincorrono le nostre jeep. I loro sorrisi ci riempiono i cuori e i loro occhioni a specchio raffigurano la loro gioia nel vederci. Esausti e con tanta voglia di dormire andiamo ovviamente a giocare con loro senza fare grandi cose perché per loro non è un problema... in fondo sono stati loro ad insegnarci che per dare amore basta esserci. 

CURIOSITÀ: solo per Monica le zebre sono bianche e marroni mentre per Irene, Edoardo e Miriam esistono due tipi di zebre: quelle bianche a strisce nere e quelle nere a strisce bianche. 

 

UN GIORNO CREDI (mar 18 e mer 19 agosto)

Sembra una frase fatta ed in effetti lo è! Sono qui da poco più di dieci giorni, il tempo è volato ed è già giunto il momento dei saluti, formali e non. Dopo l'incontro avvenuto a Bomet  qualche giorno fa negli uffici tecnici governativi, abbiamo destato molta curiosità per l'evento delle evoluzioni che si stanno avendo presso la Scuola di formazione professionale aperta da padre Chris. Ci è stato chiesto quindi un incontro a Siongiroi per valutare personalmente l'andamento del corso ed il clima da noi descritto. Responsabili dell'istruzione, del commercio e dell'acqua hanno reso una delle nostre ultime giornate davvero molto emozionante perché, complimentandosi con le ragazze che stanno portando avanti questo progetto, hanno confessato di voler prendere spunto da attività come queste per promuovere un'istruzione secondaria alternativa che attualmente fa fatica a prendere piede. Si sono complimentati con le pseudo-insegnanti italiane che con passione hanno cercato di trasmettere  l'importanza di proseguire dopo la Primary nella costruzione di un futuro.  È stata un bella giornata di festa dove queste ragazze con alle spalle  vite difficili erano fiere di quello che avevano prodotto e delle loro capacità fino a pochi giorni prima non immaginate


Altro momento formale è stato il pranzo con il consiglio pastorale. E' stato per tutti molto bello perché ha dato in noi la sensazione di vera comunità cristiana, i loro saluti e ringraziamenti sono stati toccanti e sinceri ,anche se in realtà quelli che dovevano ringraziare eravamo noi. Persone come Anselmo ed Elisabeth  ci hanno regalato momenti di profondità e commozione e ci rende felici sapere che Chris sia sostenuto da persone che hanno davvero a cuore la comunità parrocchiale e la realtà della Holy Family e le coinvolga in pieno in tutto quel che fa.


Terminati i momenti formali, che avevano come sottofondo urla e canti dei bambini del villaggio, è iniziato un momento  bellissimo: abbiamo preparato una nutellata, è stata un vera festa, il sorriso  di questi bambini è contagioso.


Dopo la merenda si è passati alla "restituzione", infatti abbiamo consegnato tutti gli indumenti portati dall'Italia per i bambini, le ragazze e le mamme.Vederli uscire fieri con il loro trofeo tutti orgogliosi è stato toccante, non finiamo mai di stupirci di fronte alla loro gratitudine e alla loro sincerità.

La sera, poi, quando è stato il momento degli addii, è stato un momento molto toccante, i bambini erano molto tristi ma noi ancora di più, lacrime tante ,abbracci altrettanto. Quei  sorrisi e quegli occhi vanno dritti al cuore e lo riempiono fino all'orlo come il contenitore delle ostie di Padre Christopher la domenica. Non puoi non amarli, non puoi non volerli rivedere, sono nutrimento per le nostre anime tormentate e piene di dubbi, loro ti sorridono semplicemente e tutto svanisce, tutto è amore, amore puro. Ognuno di noi ha bene in mente le immagini di alcuni bimbi e li porterà per sempre nel cuore.

Non so ancora cosa mi porterà questo viaggio a livello personale, ma so di sicuro che questa gente ha sciolto il mio cuore duro, il mio modo di essere un po' introverso e di poche parole, ora abbraccio tutti, anche chi non vorrebbe, stringo mani sporche e umide con forza, bacio piccoli e grandi ma soprattutto rido, rido tanto come non mi capitava da un pezzo, rido col cuore leggero e sereno. Ho detto loro nell'ultima messa che ho avuto molto affetto nella mia vita, ma loro mi hanno inondato di calore umano in 15 giorni come non mi era mai capitato. Ora posso iniziare a capire il caro Don Aldo nelle sue missioni in Brasile. Forse il più grande insegnamento che ci sta dando questa comunità è proprio questo amore. Stanno solo mettendo in pratica la Parola di Dio, ama il tuo prossimo come te stesso. Lo fanno semplicemente, con il cuore in mano, con leggerezza, con il sorriso. Ecco, questo cercherò di portare a casa, il sorriso della gente, il sorriso di Dio.

MEDITAZIONE. Abbiamo ragione noi o loro? Questo popolo è strano, pieno di contraddizioni, pensate che durante la messa l'offertorio è vero con cose e animali, cantano ballano tutta la durata della cerimonia e poi quando uno vuole fare la preghiera dei fedeli si alza e la va a fare, si abbracciano e mettono in comune tutto quello che hanno, addirittura si tassano del dieci per cento dei loro guadagni per aiutare la parrocchia ed i più deboli, solo nella Bibbia ho letto di cose simili quando parlava delle prime comunità cristiane! E poi sono troppo altruisti, andare a casa loro a qualsiasi ora del giorno o della notte per loro è una gioia vera ed un onore, e se non hanno da darti qualcosa da mangiare rimangono senza loro, piuttosto, pur di dartene. E se rimani a piedi con la macchina in un attimo si fermano tutti a cercare di darti una mano e a chiamare il meccanico, o se rimani impantanato sulle montagne cercando di sorpassare tutti perché tu hai fretta, perché solo tu hai fretta, e blocchi tutta la strada, loro si mettono a ridere e poi prendono un cavo di acciaio e ti tirano fuori a braccia, altro che trattore. A volte ti invitano a casa e ti fanno piantare delle piante, anzi 14 alberi da frutto, per dimostrarti il loro affetto, in modo da poterti ricordare con radici profonde e abbondanti frutti. E poi lo stress. Pensate che non sanno cosa sia! Come si fa a vivere senza. Non hanno bisogno di vestirsi bene perché sono belli dentro. E poi i bambini… quando qualcuno dei più piccoli rimane indietro o si addormenta da qualche parte, uno di quelli più grandi lo prende in braccio, non importa se fratello, cugino o conoscente, importa non lasciarlo lì da solo.

Abbiamo  ragione noi o loro? Non lo so ma sono sicuro che quando ci sarà la resa dei conti ed andremo a bussare alla porta del Signore loro viaggeranno in business class e noi nel portabagagli.

 

IL RIENTRO (gio 20 - sab 22 agosto)

Ci portiamo dentro il rumore della vita. Proprio per questo gli addii, in particolare questo, non ci piacciono.

È giovedì mattina, il sole si sveglia con noi, usciamo dalla casa e un'atmosfera già così calda ci accoglie. Ma a rendere perfetto il tutto ecco i bambini. Sono le sei e mezza, e loro sono presenti. La loro costanza e voglia di gioia ci stupiscono sempre. Li assaporiamo un'ultima volta fino in fondo, teniamo loro la mano e rivolgiamo il nostro sguardo sui loro volti. Vediamo l'arte dei loro sorrisi, la poesia nei loro occhi.

Il distacco è, come sempre, il momento più doloroso. Il ritorno porta addosso mal di testa e mal d'anima.

Ci ritroviamo quindi sballottolati sul pulmino, sguardi persi oltre i vetri, i pensieri che ci sovrastano la mente e le lacrime gli occhi. Cerchiamo di raccogliere tutto quello che riesce ancora ad entrare nel nostro cuore. Probabilmente solo ora cominciamo a capire e a renderci conto che stiamo tornando a casa. Missionari è: andare, portare e tornare. Nonostante questa consapevolezza le lacrime sono tante. Questa terra ci mancherà. Non soltanto questa però, ci mancherà la nostra nuova famiglia. Il gruppo che siamo riusciti a creare ha reso quest'esperienza così vitalmente bella. Abbiamo trovato in esso rifugio e forza, e tornando insieme sappiamo che daremo continuità a questo percorso perché, come dice la nostra colonna sonora, "continuare non è soltanto una scelta ma è la sola rivolta possibile".

Un momento come questo comprende spesso un momento di solidarietà e di affetto liberamente mostrati. Ci sentiamo trattenuti dal nostro ritegno nella generale agitazione dei nostri sentimenti, e riveliamo l'intensità di quelli che in momenti più tranquilli, la nostra prudenza cela anche se non riesce a sopprimere. È per questo che in attimi come questi, circondati da persone come quelle che ci hanno accompagnate per questo mese, che ci sentiamo liberi di esprimere le nostre emozioni.

Ci sentiamo fortunati di avere avuto la possibilità di fare questo viaggio, abbiamo imparato tanto, e ancora di più ci porteremo a casa. Ci mancherà la smisuratezza di questo posto, lo smisurato amore, la smisurata preghiera e voglia di vivere. Siamo venuti cercando qualcosa e quello che abbiamo trovato ci fa impazzire, è un'onda perfetta. Ci portiamo una valigia ricca a casa, ci poniamo degli obbiettivi. Papa Francesco ci dice di "vivere e non vivacchiare", beh, ecco, noi vogliamo prendere la vita pole pole (piano piano), vogliamo assaporare tutto con più calma e non essere orfani di tempo. Sorridere, sorridere a questa vita, che ci rendiamo conto, giorno dopo giorno attraverso i sorrisi e gli occhi di questa gente, essere il dono più prezioso che potesse capitarci. Abbiamo imparato che è meglio donare poco, che promettere tanto, perché in fondo è quello che abbiamo vissuto, abbiamo preferito fare piuttosto che promettere. Abbiamo appreso che sì, quella che abbiamo vissuto è vita, niente favole, tutto reale e ne sorridiamo insieme. Dobbiamo vivere ora e qui, dobbiamo rendere nuove le cose e non fare cose nuove.

A domani ci penserò domani perché ora mi trovo su questa terra, con il finestrino abbassato e l'aria in faccia, indosso scarpe sporche di terra, occhi bagnati e un cuore pieno, e come state leggendo di cose da pensare ne ho abbastanza. Ci mancherà tutto di questa terra, ma è giusto che ognuno torni al suo quotidiano, con una ricchezza in più. Scrivendo questo diario, scriviamo un pezzo della nostra vita: che bellezza abbagliante!

É un viaggio che abbiamo iniziato, ma non ne vediamo una fine, ce lo portiamo a casa, nella nostra quotidianità, nei nostri cuori e sorrisi. 


 

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